C’è n’è una in tutti i gruppi femminili: è l’ape regina, quella che manda in malora un secolo di lotte femministe.

Le dinamiche all’interno dei gruppi femminili sono molto particolari. Accade a scuola, all’università, nei corsi pre-parto, nelle associazioni, al lavoro. A volte penso che se noi donne riuscissimo a trovare tutte, dalla prima all’ultima, la capacità di empatizzare e mettersi nei panni dell’altra, fare squadra, molte cose andrebbero in maniera molto diversa. Come in quel film con Cameron Diaz e Toni Collette, In Her Shoes, in cui due sorelle molto diverse non riescono a comprendersi, almeno fino a che non riescono a calzare l’una le scarpe dell’altra (letteralmente).

Dicevo: in ogni gruppo femminile c’è un’ape regina. Non mi va di ritrarla sempre e comunque come una figura negativa. Forse api regine si diventa e non si nasce. Forse si diventa a seguito di molte esperienze negative. Come per il bullismo. Perché l’ape regina è una bulla. Se ne parla spesso nei film e nei telefilm sull’adolescenza. Regina George di Mean Girls è l’ape regina per eccellenza (queen bee) ed è diventata il simbolo di questo fenomeno. Ma in cosa consiste? 

L’ape regina deve essere al centro di tutto. È lei che regola le relazioni tra le diverse donne del gruppo. È lei che ne sceglie una a turno perché faccia da capro espiatorio, affinché esca temporaneamente dal gruppo, emarginata e poi esiliata, per poi farla rientrare con la coda tra le gambe, più fedele che mai.

Annunci

Sì, perché il fenomeno consiste nella fede cieca verso qualcuno. È una specie di dittatura, di culto della personalità, anche se all’interno di un microcosmo. L’ape regina non può essere contraddetta, o andrete incontro alla sua ira funesta. Non si può battere, a meno che, come accade in tutti i film a tema teen che avrete visto, non la si umili per sempre. Vale la pena umiliare un altro essere umano e continuare a nutrire un mostro di rancore che è al suo interno? Non vi faremmo la morale sulle lotte femministe se vi incitassimo a essere meschine con un’altra donna, non credete?

La lezione che dovremmo imparare viene proprio da un film. Si tratta di una pellicola australiana, Le nozze di Muriel, anche quello con Toni Collette. Nella storia sono decisamente presenti le dinamiche femminili di gruppo e c’è una lezione fondamentale da apprendere: nell’impossibilità di fare gruppo, l’importante nella vita è avere delle buone amiche e coltivare un rapporto anche da sola a sola. 

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: