Parla l’artista Cristina D’Avena, in vista della Festa della Fragola, durante la quale si esibirà in concerto.
di Paolo Merenda
Dal 15 al 17 maggio, a Parete, si terrà la decima edizione della Festa della Fragola, dodicesima contando i due Fragola Day che sono stati i prodromi dell’attuale festa. Negli anni scorsi a salire sul palco sono stati artisti del calibro di Tony Tammaro e Biagio Izzo, e quest’anno non mancheranno ospiti altrettanto importanti come Carlo Carità degli Angels of Love o la comicità di Mariano Bruno, già sul palco di Made in Sud ma anche attore in numerosi film di successo. Ma l’ospite più attesa e importante non può essere che Cristina D’Avena, un’artista che davvero non ha bisogno di presentazioni. Quasi 45 anni di carriera, l’esordio televisivo 58 anni fa allo Zecchino d’Oro con Il valzer del Moscerino, a 3 anni, ed ancora al centro della scena musicale italiana con maestria. Basterebbe questo dato per le persone che non hanno nel cuore la maggior parte della sua produzione, o per chi l’ha vista a Sanremo pochi mesi fa a incendiare (metaforicamente) il palco con le Bambole di pezza. Ma per chi la segue e la ama, è la Regina delle sigle dei cartoni tv. Occhi di Gatto, Pollon, Ti voglio bene Denver (la mia preferita), Mila e Shiro, Il tulipano nero, Siamo fatti così (questi ultimi due cartoni davvero utili anche per le nozioni che trasmetteva), Creamy e davvero mille altre. Anzi, circa 800 per esser precisi, una prolificità spaventosa se ci si pensa.
Quindi, è stato per me un onore intervistarla, proprio alla vigilia della sua esibizione alla Festa della Fragola di Parete, spaziando dai suoi esordi alle più recenti esibizioni.
Benvenuta e grazie innanzitutto per la disponibilità. Hai attraversato più di 40 anni di carriera. Nel 1982 c’è stato il tuo primo grande successo, La canzone dei Puffi. Hai cambiato tante volte modo di esibirti e la tua aura, per usare un termine moderno, è arrivata intatta fino a noi, anzi è aumentata. Qual è il tuo segreto, l’aspetto più importante? Cambiare pelle quando è necessario oppure mantenere un nucleo originale?
In tutti questi anni ho fatto tante cose, mi sono anche rimessa in gioco molte volte, ho cercato di reinventarmi: avendo più di 40 anni di carriera è normale che non potessi fare sempre le stesse cose. Quindi io come detto sono cambiata più volte, ed è un viaggio molto emozionante su tanti fronti, anche perché ho un pubblico molto vasto che va dal bambino alla nonna, abbracciando tante generazioni. Mi sono inventata tante cose, ad esempio i concerti con i Gem Boy, in cui ho riarrangiato la mia musica in vari modi, poi ho pubblicato come tu saprai due album di duetti, interpretando i miei successi con 40 artisti della musica italiana. Ma ci tengo a dirlo: il cuore della mia musica è sempre rimasto intatto. Si possono fare mille cose ma l’anima dei tuoi pezzi, delle tue canzoni, che sono praticamente le canzoni che fanno di te ciò che sei, quelle che hai nel cuore… Ecco, deve sempre e comunque rimanere la stessa. Però mi diverto, ci gioco, insomma devo dire che sono molto contenta, anche della risposta del mio pubblico che mi vuole bene, che mi segue, che apprezza.
Hai nominato i Gem Boy, con cui avete formato un gruppo affiatato e vincente. Come ti trovi?
Loro suonano con me da tanti anni, ogni scaletta che facciamo è sempre nuova, con arrangiamenti nuovi, non ci fermiamo mai, e cosa più importante ci divertiamo tantissimo a salire sul palco.
Quanto è importante per te avere questi compagni di viaggio, oltre ad alcune altre personalità straordinarie fin dai tuoi albori? Penso alla compianta Alessandra Valeri Manera, ma non solo.
Alessandra Valeri Manera è stata importantissima per me, mi è rimasta nel cuore. È stata un grandissimo produttore, una donna straordinaria, molto intuitiva, molto avanti, era una persona che vedeva molto molto più di noi. Non solo era molto intuitiva, ma sapeva leggere in anticipo tutte le situazioni e adattarvisi. Purtroppo tu saprai che due anni fa Alessandra è venuta a mancare. A me manca moltissimo, perché per me lei era veramente un punto di riferimento importante nella vita. Non solo nella vita lavorativa ma proprio nella vita perché era una mia carissima amica. Quindi è normale che avere avuto una persona come lei nella mia lunga carriera sia stato fondamentale.
Una collaborazione recente, sul palco di Sanremo, è stata quella con le Bambole di pezza. Vuoi parlarcene?
È stata fantastica questa cosa qua, questa cosa che abbiamo fatto a Sanremo è stata molto molto divertente, è piaciuta tanto, io mi sono divertita. Oltretutto abbiamo riarrangiato il brano Occhi di gatto in versione super rock, quindi molto potente e, devo dirlo, è stata una bella sorpresa che mi ha arricchito.
Domenica ti esibirai alla Festa della Fragola di Parete, chiudendo un evento di tre giorni, giunto alla decima edizione, con tanti artisti, ma ben lungi dai grandi palcoscenici televisivi a cui sei abituata. A quale delle due tipologie sei più legata e come ti poni con il pubblico?
La cosa più importante è essere sempre se stessi: quando salgo sul palco, che sia l’evento più importante del mondo, che sia un evento più piccolo, io sono sempre me stessa, sono sempre uguale, amo il pubblico e mi piace divertirmi col pubblico. Quindi io credo che una carta importante in questo lavoro sia proprio l’umiltà ed essere sempre se stessi con chiunque. Vale in ogni ambito della vita, bisogna essere se stessi con le grandi personalità e con la persone più umili, secondo me è importantissimo perché è proprio questo il vero rapporto con la gente. Ne faccio un discorso generale: non solo col pubblico musicale, il rapporto con la gente deve essere un rapporto assolutamente umile. Dobbiamo sempre e comunque essere noi stessi, tolleranti, cosa che purtroppo non vedo ultimamente. La tolleranza è una parola ormai molto lontana, mentre invece bisognerebbe cercare di ripristinare un po’ di amore, un po’ di sano e puro amore. Quindi andrò a Parete a portare le mie canzoni con assoluta leggerezza, e mi piacerebbe trovare un pubblico che ami con me i cartoni in maniera leggera, e ami la vita anche in questo aspetto un pochino più leggero. Perché è importantissimo, in questo momento storico della vita e della società.
Grazie mille, ti aspettiamo a Parete.
Ci vediamo assolutamente domenica a Parete, non vedo l’ora.