In mostra fino al 23 dicembre alla Fondazione per l’arte e le neuroscienze di Maglie (Le) Scultografie, personale di Daniele Papuli.

Viviamo in un tempo in cui la carta ci appare quasi come un materiale obsoleto, ma non lo è. Quanta carta ci passa tra le mani ogni giorno? Appunti, scontrini fiscali e ricevute, disegni di bambini, vecchie fotografie. E poi naturalmente libri, perché, grazie a un vecchio luogo comune, ci sarà sempre chi, pur possedendo l’ultimo modello di Kindle, dirà che preferisce sentire il profumo della carta.

Credo che una delle ragioni per cui molti amano ancora la carta è che si tratta di un materiale vivo, una materia che viene dagli alberi. Però questo materiale vivo è un bene potenzialmente esauribile, qualcosa che dovremmo tutelare in qualche modo. Per questo ricicliamo la carta in fabbriche apposite, per questo alcuni di noi si danno al riciclo creativo. Ma cosa accadrebbe se la carta di un brutto libro potesse diventare qualcosa di davvero unico e bellissimo? Anche se le ragioni che portano l’essere umano a produrre arte possono essere molteplici, cosa accadrebbe se un pessimo libro diventasse un’opera d’arte?

È questa la domanda che uno si pone quando visita la mostra personale Scultografie di Daniele Papuli, curata da Carmelo Cipriani, promossa e organizzata dalla Fondazione per l’Arte e le Neuroscienze di Maglie. Papuli è giunto alla carta nel 1995, dopo aver sperimentato i canonici materiali scultorei: pietra, legno e gesso, in questo preciso ordine, compiendo un percorso progressivo di alleggerimento della forma e di ammorbidimento della materia. La carta è per lui il naturale approdo del suo tracciato speculativo, teso alla ricerca di molteplici valori sensoriali, di «visionomie» e «tattometrie» come le ha sagacemente definite. Definisce la carta «materia viva, vibrante, mutevole», domina la tecnica prescelta e, nell’indagarla, raggiunge effetti di inusitato sensazionalismo.

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«Ciascuna delle sue opere – scrive il curatore Cipriani – è il risultato e il punto di (ri)partenza di esperienze sensoriali a tutto tondo. Egli disegna con le forbici e satura con il colore, generando strutture morbide, attraversate dallo spazio e scolpite dalla luce. Papuli domina la tecnica prescelta e, nell’indagarla, raggiunge effetti di inusitato sensazionalismo. Tuttavia egli sa bene che acquisire una tecnica significa non soltanto penetrarla negli aspetti più strettamente operativi ma anche compiere un passaggio concettuale, comprenderne le conseguenze logiche e interpretative. Muovendosi tra sperimentazione e progettualità, occupa lo spazio e riformula il tradizionale concetto di scultura non più data e chiusa in sé, ma pervasiva, mutevole, liquida. […] a Maglie, negli spazi espositivi della Fondazione per l’Arte e le Neuroscienze “Francesco Sticchi”, […] l’artista ha invaso il primo piano con un intervento installativo che si qualifica come nucleo generativo, fluido e informe, da cui magistralmente prendono forma gli oggetti nel piano sottostante; opere concluse nelle loro forme perfette ma anche mutevoli al tocco, oggetti artistici prossimi più al concetto dell’opera unica che al criterio della riproducibilità tecnica. Alcuni di questi oggetti hanno indubitabilmente una funzione, entrando di diritto nel mondo del design, ma a poco serve chiedersi se e quanto assolvono (o assolveranno) a quella specifica funzione, ciò che conta è la loro valenza estetica, propria dell’opera d’arte. Com’è noto una delle conquiste più importanti dell’arte contemporanea è la rottura e il rimescolamento delle tradizionali partizioni delle arti. In questa epistemica riformulazione, oggi più naturale e meno eclatante che in passato, estetica e funzione felicemente convivono, confondendo i loro confini fino ad annullare ogni riottosa e anacronistica divisione. Ed è proprio in questo incrocio di forme ed esperienze creative, tutte vissute in piena coerenza con le scelte compiute, che Papuli si qualifica autorevole testimone del suo (e nostro) tempo».

La mostra è accompagnata da un catalogo edito dalla Fondazione contente il testo critico di Carmelo Cipriani e la presentazione artistico-scientifica di Francesco Sticchi. Infotel per visitare la mostra su appuntamento: 3396145183. 

UPDATE: se siete in zona Milano, le opere d’arte di Papuli le trovate anche qui nei prossimi giorni.

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