Il film “Per tutta la vita” di Paolo Costella porta in sala i molteplici aspetti della genitorialità e del suo rifiuto.

di Fabio Massimo Conte

Una narrazione semplice con un’idea non impossibile, ma poco probabile, di un falso sacerdote che celebra 47 matrimoni e che, una volta scoperto l’inganno, vengono tutti dichiarati nulli. La curia, per sanare la situazione, propone una nuova celebrazione nel giro di un mese. Il nuovo sacerdote però, nel dare l’annuncio, invita tutti a una pausa di riflessione in questi 30 giorni per uscirne più rafforzati nella propria decisione di confermare il matrimonio. Questo il punto di partenza di Per tutta la vita di Paolo Costella.

Se nella storia 43 coppie sicuramente, possiamo solo dedurlo, lo confermeranno, il film si concentra sulle restanti 4 che inizieranno un percorso che porterà a esiti inattesi. Dopo anni di matrimonio spesso ci si pone, e se la pongono le coppie protagoniste, la domanda del “Cosa se…”. Come sarebbe stata la propria vita senza il matrimonio o se ci si fosse sposati con un partner diverso. Le nostre aspirazioni, i nostri desideri, come si sarebbero realizzati? La famiglia, i figli, la carriera, lo svegliarsi la mattina con a fianco la persona che si ama? In questi trenta giorni di attesa queste coppie ripassano mentalmente lo schema delle “sliding doors” ed è quello che fa ognuno di noi in tanti momenti della vita.

L’elemento che lega le vicende delle nostre coppie è la genitorialità in ogni sua fase. Il figlio che non si vuole per andare avanti nella carriera; il figlio che, quando sta per arrivare, si spera che porti a un superamento di una crisi o rischia di portare la coppia a deflagrare; il figlio che è il collante di ogni unione. Nel film sono così raccontati diversi sentimenti nei confronti della genitorialità e tra tutti spicca quello del suo rifiuto o, quanto meno, di procrastinarla a favore della carriera e della stabilità economica.

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La coppia coinvolta, Paola (Claudia Pandolfi) e Andrea (Filippo Nigro), pensa che sia arrivato il momento per avere un figlio. Se Andrea è pronto, e lo dichiara apertamente, Paola ha dei tentennamenti perché non si vede come madre. L’argomento della volontaria rinuncia alla genitorialità, nella cultura anglosassone detto childfree come se child fosse un elemento tossico per la vita di una persona, è ben rappresentato nel film, e ne fa uno dei suoi punti di forza, ma rischia di essere sommerso dalle vicende parallele delle altre coppie. 

Anche se la voglia di essere childfree è sia maschile che femminile, è proprio il personaggio di Paola a essere più rappresentativo nella narrazione. Cosa porta una donna a voler essere childfree? Le motivazioni sono tante e diverse culturalmente e geograficamente ma una cosa le accomuna: il desiderio di autorealizzazione.  Ippolita, la madre di Andrea interpretata da Ivana Monti, dice a Paola nel film:

«Non si nasce per essere madri, si nasce donne o uomini. […] Tu puoi scegliere. La libertà di scegliere è la cosa più importante al mondo.»

Le donne childfree scelgono di non essere ingabbiate nel ruolo di madre per tutta la vita, scelgono il dedicarsi a loro stesse. Si chiedono se avere figli significhi avere tutto nella vita. Una scelta che porta le donne a essere stigmatizzate per questo loro essere che sta cambiando la società occidentale. 

La tendenza è emersa per la prima volta nel 2013 da una indagine del Time dal titolo The childfree life: when having it all means not having children (Una vita senza bambini: quando avere tutto significa non avere figli). Dopo otto anni, nei quali il tasso di natalità è sceso sempre più giù, le childfree family non sono più rarità statunitensi ma molto comuni nel resto del mondo come in Italia.  Anche l’arte ha iniziato a fare i conti con loro, narrando le loro storie, la genesi delle loro decisioni senza dare giudizi, comprendendo anche la drammaticità di situazioni che nascono dal confronto di desideri di genitorialità opposti all’interno della stessa coppia.

Per tutta la vita (Italia, 2021)
Genere: commedia
Regia: Paolo Costella
Sceneggiatura: Paolo Costella, Paolo Genovese, Antonella Lattanzi
Cast: Ambra Angiolini, Luca Bizzarri, Carolina Crescentini, Claudia Gerini, Paolo Kessisoglu, Filippo Nigro, Claudia Pandolfi, Fabio Volo.

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