Questa è una data che nessun fan di Twin Peaks dimentica. È il 24 febbraio.

Ogni 24 febbraio, c’è sempre una donna che a noi fan di Twin Peaks viene in mente. Si tratta naturalmente di Laura Palmer, che in questo giorno di 31 anni fa venne ritrovata (o non viene ritrovata perché in realtà si è salvata e si trova a Odessa) sul greto del fiume da Pete Martell che va a pescare dopo aver salutato la sua algida moglie.

Nella storyline della serie (o meglio della prima stagione di Twin Peaks), Laura scrive delle parole nel diario segreto che consegna ad Harold Smith e poi finiscono nelle mani della sua amica Donna Hayward nella seconda stagione della serie:

Morirò questa notte è deciso. Devo farlo perché questo è l’unico modo per tenere Bob lontano da me, è l’unico modo per strapparmelo da dentro. Lo so, lui mi vuole, posso sentire il suo fuoco ma se muoio non potrà più farmi del male.

Ogni fan ha un ricordo personale legato a quella primissima sontuosa scena della serie che ha cambiato per due volte la storia della televisione internazionale. Io avevo neppure 11 anni e, vi sembrerà assurdo, lo ricordo come fosse ieri. Non lo so cosa mi passasse per la testa all’epoca, come pensavo di poter scoprire chi è l’assassino quando la trama ha a che fare con la metafisica e sicuramente sfugge alla sfera razionale.

Ci sono diverse cose che mi restano dalla mia prima visione della serie. La paura del buio per esempio. Ma anche Laura, bellissima e fragile, potente e libera. E il dolore che la sua scomparsa ha causato.

Credo che il personaggio di Laura non si riesca ad afferrare alla sua prima visione, non quando hai 11 anni almeno. Ho maturato successivamente il ruolo che il personaggio aveva nel disegno del TwinPeaksverso, forse perché Laura non è fisicamente “presente” al tempo in cui si svolgono i fatti. Con l’età si capisce che la sua non è una presenza che permea solo i flashback, ma l’intera serie, l’intera città fittizia.

E quante volte ci è sembrato di vivere a Twin Peaks: l’identificazione delle nostre piccole città meschine è stato quasi un obbligo per molti di noi, come metafora certo, non in maniera pedissequa e letterale.

A mezzanotte e mezza (le 11,30 a Snoqualmie, location reale di Twin Peaks) saranno 31 anni esatti che Dale Cooper sente per la prima volta il profumo del douglas fir. E ci piace pensare che forse esiste davvero il buon Dale, un individuo in cui il bene è preponderante sul male, che riesce a fare la cosa giusta e a cambiare la storia.

(Se non avete visto la serie, non cliccate sul video, perché contiene il finale del 2017).

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