Premi, serie tv prodotte da Netflix, film tratti dai suoi libri. Zerocalcare è questo e molto altro. Il nostro consiglio sui suoi migliori cinque libri.

di Paolo Merenda

Tredici anni fa, dopo una gavetta di autopromozione fatta sul suo sito, esordiva nelle librerie Zerocalcare, con la graphic novel La profezia dell’armadillo, datata 2011. Il fumettista Michele Rech, aretino di nascita (siamo nel 1983) ma a tutti gli effetti figlio del quartiere Rebibbia, a Roma, avrebbe vinto il premio Gran Guinigi nel 2012 con l’opera prima e, nel 2018 sarebbe stato realizzato un film basato sulla storia, con lo stesso titolo.

La questione del sito merita un approfondimento a parte: la sua autopromozione si sviluppava con un breve fumetto cliccabile gratuitamente all’inizio ogni lunedì, ogni due lunedì da un certo punto, e confluita successivamente nel terzo lavoro, Ogni maledetto lunedì su due. Il sito originale non esiste più, con un repulisti dovuto al linguaggio troppo sboccato degli esordi, tra parolacce e bestemmie, e le storie leggibili sono adesso sul nuovo sito, a questo link. Ma, se trovate la versione originale di Ogni maledetto lunedì su due, una chicca per collezionisti (che ovviamente ho) del 2013, capirete cosa intendo.

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Il resto lo conosciamo: da Strappare lungo i bordi, serie Netflix del 2021, con colpevole ritardo si accorgono di lui la maggior parte dei lettori italiani, di fumetti ma non solo, e il successo che già aveva tra lo zoccolo duro dei fan si fa globale. Ma quali sono i suoi migliori cinque lavori, per chi vuole approcciarsi alla corposa produzione di Zerocalcare (17 libri a fumetti in 13 anni)?

Un polpo alla gola, 2012

Partiamo dal mio preferito, anche se un paio di altre opere citate in questo articolo hanno fatto traballare il primo posto. Ma Un polpo alla gola è un giallo a tutti gli effetti, con l’omicidio di un ragazzo nell’ambiente scolastico e il colpevole da scoprire, e le citazioni al mondo degli anni ’80 che fanno sempre da dolce amarcord. Da Ken il Guerriero, ai Cavalieri dello Zodiaco fino a Jeeg Robot (quest’ultimo è ben presente), oltre ai fedeli amici come Secco e la voce della coscienza Armadillo, tutto il vissuto dell’autore da ragazzino si fa spazio in modo armonico. Il giallo si risolve con un gran colpo di scena, mentre sullo sfondo le storie “normali” di Zero e degli altri ragazzini a scuola vanno avanti.

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Dimentica il mio nome, 2014

Comprendo come per molti questo possa essere il libro preferito del romano. Dimentica il mio nome ha una profondità eccezionale, con la storia familiare, più o meno vera (tranne le scelte peculiari dovute alla trama) che viene portata sulle pagine, a partire dalla nonna, forse la vera protagonista. Pagine di Storia, con vicende reali legate a periodi bui dell’esistenza umana, si intrecciano a invenzioni che hanno valso a Zerocalcare il secondo posto al Premio Strega, sezione giovani, poi il premio Fahrenheit e il posto di finalista al Prix des libraires du Québec, concorso con sede in Canada.

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Kobane Calling, 2015

Kobane Calling e No Sleep Till Shengal (2022) sono in realtà parte di una lunga narrazione, ma il libro con le esperienze di Zerocalcare tra Turchia e Siria, appunto nella zona di Kobane, è stato per l’epoca un faro che ha illuminato la resistenza curda contro lo stato Islamico. La graphic novel si pone nella categoria del diario di viaggio, pur sotto forma di “disegnetti”, come definisce le sue stesse pagine l’autore. Un’opera necessaria, in un momento delicato per gli equilibri di chi vuole un posto in cui stare, i curdi, e chi invece vuole annientarli. Si ride, ci si commuove e si segue ogni pagina con attenzione, perché tutto può cambiare da un momento all’altro. No Sleep Till Shengal, fumetto più venduto del 2022 (il particolare che vi dicevo, che dal 2021 tutti si sono accorti di Zerocalcare, si manifesta in questo dato) lo porterà invece in Iraq.

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Macerie prime, 2017

Da sempre fedele all’editore BAO Publishing, con cui Zerocalcare ha pubblicato tutte le sue opere, viene ripagato dalla stessa casa editrice con la possibilità di saltare senza soluzione di continuità di palo in frasca. Storie familiari, zone in cui imperversa la guerra, raccolte di brevi fumetti già cliccabili sul suo sito, e anche vicende più intime, come appunto Macerie Prime (2017) e Macerie prime – Sei mesi dopo (2018). Con questi due libri, l’autore di Rebibbia fa un grande summa dei problemi quotidiani, tra precariato, suicidi e brutte storie legate a chi è meno forte psicologicamente, ma anche i primi amici a realizzarsi, sposarsi e fare figli. Secco, Sarah, Cinghiale e molti altri maturano e vanno avanti con la propria vita, e in mezzo si trova incastonato Zerocalcare, che teme di non andare da nessuna parte. Un quesito esistenziale da brividi che, manco a dirlo, ha contribuito alla realizzazione di una grande opera.

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Scheletri, 2020

Il genere pulp era sempre stato accarezzato da Michele Rech, ma non era mai veramente esploso, come invece fa in Scheletri. La trama, ancora una volta, torna indietro e riparte da quando l’autore aveva una cresta rossa e andava a manifestare, ad esempio al G8 di Genova nel 2001, dove “prese i buffi” negli scontri con le forze dell’ordine. L’impegno civile di Zerocalcare è risaputo, ed evidente ai fruitori di Netflix con la serie Questo mondo non mi renderà cattivo (2023), musicata come al solito dall’amico Giancane. Ma a una narrazione reale, vera, sentita sulla pelle, si accompagna una parte fiction con scene di violenza crude che colpiscono il lettore. A far da sfondo, l’amicizia tra i vari personaggi, elemento che fa la differenza e che rende la lettura necessaria per chi vuole scoprire l’autore. In fondo, il bello si nasconde dovunque. Basta cercarlo.

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