Una delle zone più affascinanti della Basilicata è quella formata da Castelmezzano e Pietrapertosa, con tanto di volo dell’angelo.

di Paolo Merenda

Castelmezzano è un paese in provincia di Potenza, Basilicata. Ha in comune con Viterbo, Matera e Craco (a cui è relativamente vicina poiché nella stessa regione) il periodo di nascita del primo nucleo così come è arrivato a noi, 1100 circa, ma differisce da tutti gli altri borghi per la conformazione unica della case.

Occorre un po’ di precisione: a Matera, in realtà, le case dei sassi sono in gran parte scavate nella roccia, ma hanno appunto tutto all’interno dello scavo. A Castelmezzano, alcune case sono attaccate a una parete rocciosa delle Dolomiti lucane, in modo che abbiano tre lati in muratura e un quarto in roccia. Qualcosa difficile da spiegare se non la si ha davanti agli occhi.

È, tra i posti poco conosciuti, uno dei più belli al mondo. In tutto il mondo. E a dirlo non sono io, ma la rivista americana Budget Travel. Anche in Inghilterra, il periodico The Telegraph nella fattispecie, Castelmezzano è stato notato e citato tra i migliori borghi d’Italia. Ma a cosa deve tutto questo successo? A mio avviso, al fatto che è cambiato poco nel corso degli ultimi decenni, case a parte, un po’ più moderne. Ma almeno è un paese abitato, che sfrutta l’onda turistica per creare ricchezza e sa come promuovere il territorio: non è poco, se si pensa a tutti i borghi ormai semideserti e in stato di abbandono.

Quando si arriva, si deve lasciare la macchina appena fuori il paese: c’è un ampio parcheggio, ci sono stato e garantisco la presenza di posto libero. Si può entrare solo a piedi, ma la voglia di camminare viene comunque alla vista di tanta bellezza. Passeggiare nella zona alta mostra panorami naturali a perdita d’occhio e lati stupefacenti in cui il tempo si è fermato: molte case raggruppate da un cortile comune, in cui c’è un forno per fare il pane in casa, ad esempio, o contadini con i loro orti e le galline nell’aia.

Quasi non viene voglia di spostarsi, ma un’eccezione va fatta, per Pietrapertosa, vicino in linea d’aria ma un po’ di meno con la macchina, su strada.

Pietrapertosa è un paese simile nel modo in cui è costruito e portato avanti, tranne forse qualche buon ristorantino in più per turisti ma anche gente del luogo. La cosa peculiare è la sua posizione, sulla cima di una montagna da cui si vede la cima dell’altra montagna in cui si trova Castelmezzano. Allora, come collegarle? Con l’ormai famoso volo dell’angelo Castelmezzano-Pietrapertosa.

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Un richiamo irresistibile per i turisti, anche per il modo in cui è organizzato: non mettono il turista su una fune e lo lanciano giù (Castelmezzano sta più su di Pietrapertosa) a 120 chilometri orari, con tanti saluti. Il tutto dura un bel po’, e parte con del trekking rilassante nei boschi, fino a raggiungere il punto da cui ci si lancia. Qui il lancio avviene chiaramente in sicurezza, e una volta arrivati a Pietrapertosa ci si ferma a mangiare in uno dei ristoranti del paese, per poi tornare indietro. Si torna indietro di nuovo con il cavo usato all’andata, ma stavolta con una sorta di razzo perché ci si sposta in salita.

Con la macchina invece attraversare tutte quelle stradine di montagna prende molto più tempo, tanto che il volo dell’angelo viene usato anche per spostamenti di lavoro. Ma le stradine possono offrire la vista di animali selvatici, anche di grosse dimensioni, da un momento all’altro, quindi hanno la loro attrattiva.

Che i due paesi siano un punto di riferimento per il turismo italiano e straniero lo dimostra una curiosità che sarà forse sfuggita a molti: alla fine del suo recente libro L’istituto, il celebre scrittore Stephen King parla delle varie sedi di una società segreta. Nomina anche l’Italia, e nel cercare un posticino adatto, ha pensato appunto a Pietrapertosa. In effetti, una sede dell’istituto la vedrei bene lì o a Castelmezzano: borghi che agli occhi di uno scrittore sanno mostrare molto, ma nascondere altrettanto.

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Dove dormire e dove mangiare? Un b&b per dormire conviene: se beccate il posto giusto, la colazione è la torta della nonna. Letteralmente, proprio: la torta la prepara la madre o la nonna di chi vi porta al b&b, e con prezzi contenuti. Sui locali della zona, le ricette per vegetariani sono comunque presenti, data l’ottima qualità delle verdure e dei formaggi a chilometro zero e la commistione culinaria tra la Basilicata e le regioni vicine, ma la parte del leone la fanno i piatti di carne. La cacciagione in particolare: nelle zone montuose della Basilicata la caccia è una necessità per tenere sotto controllo il numero di esemplari delle varie specie, il cinghiale in primis. Quindi, il consiglio culinario del giorno è il cinghiale in salsa di peperone crusco, come lo presi io in un locale con fucili e animali impagliati in esposizione. O qualunque altra cosa, sempre con salsa di peperone crusco: si prepara friggendo i peperoni, o meglio calandoli nell’olio bollente per qualche momento, poi vanno messi immediatamente a bassissime temperature. Lo choc termico li renderà facilmente frantumabili, e il preparato dei peperoni polverizzati è ottimo per una salsa squisita. Da provare.

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