Catania è tra le città siciliane con maggiore storia e cultura, ed è un punto fermo anche per il turismo.

di Paolo Merenda

La Sicilia è una terra splendida, con moltissimi punti di interesse e degna di essere scoperta in lungo e in largo dai turisti. Che poi è esattamente ciò che accade: insieme ad alcuni altri posti, come Matera o Alberobello, sta vivendo un periodo floridissimo per il turismo. L’aeroporto presente proprio a Catania incide e non poco (per flusso di persone, è tra i primi in Italia), ma c’è molto altro, a mio avviso.

Qualche anno fa ho potuto fare un bel giro tra le strade e i vicoli della città. Ero lì per ritirare un premio letterario, quindi non ho potuto fare il turista a tempo pieno, tra la premiazione per la storia che avevo scritto e gli eventi connessi, ma mi sono ritagliato comunque un pomeriggio libero, richiamato già a distanza dalla bellezza del luogo.

Innanzitutto, avvicinandosi alla città, l’Etna sembra darti il benvenuto. Il “fratello” dell’altro vulcano famoso nel sud dell’Italia, quel Vesuvio che può essere ammirato anche nel dipinto di Andy Warhol al museo di Capodimonte, contribuisce a formare un paesaggio di assoluto spessore, e che ti mette nella condizione giusta per avere occhi nuovi. E gli occhi servono, eccome.

Le stanze degli alberghi non costano molto, anzi tutt’altro, e con l’aereo Catania è praticamente a un passo rispetto a qualunque altro posto in Italia. Quindi il consiglio è di andare in una delle città più antiche in Europa, con la sua fondazione datata 729 a.C.

2700 anni di storia e cultura. Culture, che hanno dominato sulla città e lasciato tracce tanto preziose per i turisti e gli studiosi, anche se il simbolo della città è una colonna relativamente giovane rispetto al resto: la fontana dell’elefante, una colonna posta al centro della piazza del Duomo, costruita nel 1730 circa. E nella stessa piazza, un altro caposaldo: la cattedrale di Sant’Agata. Lo spettacolo che offre, dentro e fuori, la porta a essere una tappa obbligata per i turisti ma anche, periodicamente, per gli stessi catanesi.

Annunci

Catania (e la Sicilia tutta, in realtà) ha molte chiese degne di nota, o una zona che affaccia sul mare che ho gustato, visto e respirato, con la distesa di acqua davanti agli occhi. Non sono però da sottovalutare i siti archeologici. Il modo in cui si rivela ai passanti l’anfiteatro romano, appena sotto il livello della strada, fa capire quanta bellezza vi è anche nel sottosuolo. Un colpo d’occhio di sicuro impatto, che va descritto per capirne la portata: 2000 anni e non sentirli, ne è stata scavata solo una piccola parte, altrimenti avrebbero dovuto scoperchiare lo strato superiore di una buona porzione del quartiere in cui si trova. Cos’altro nasconde la città?

So cosa non nasconde, ovvero una cucina di altissimo livello. Il cannolo siciliano, squisito a chilometro zero, l’arancino o arancina (non mi inserisco nella diatriba, se i siciliani sono in disaccordo figuriamoci se posso deciderlo io che vengo dalla terraferma), la cassata e molto altro. Tra le scelte più singolari, ma tipiche per il luogo, c’è la peculiare colazione con granita e brioche. Non parliamo della classica granita al limone, o almeno non solo: c’è davvero l’imbarazzo della scelta, ma fin quando non si vive l’esperienza, forse è anche difficile da capire. Di sicuro, è da assaggiare.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: